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Cenni sulla Metodologia M.I.P.

NEWS: PRENOTA ANCHE TU UNA GIORNATA DI PROVA PER VEDERE DAL VIVO LE POTENZIALITA’ DELLA TECNOLOGIA M.I.P. compatibilmente con le Vs esigenze, Infogeo propone alla Clientela la possibilità di conoscere questa tecnologia innovativa “in campo” presso un vostro sito potenzialmente contaminato così da poter apprezzare e valutare direttamente la possibilità di applicazione alle Vs commesse. Contattateci per qualsiasi info. ——————————————————————————————————————————————– IMPORTANTE AGGIORNAMENTO …finalmente disponibile:

Infogeo ha adottato il nuovo sistema avanzato MIP che contempla tra le innumerevoli nuove funzioni i seguenti aggiornamenti: 1) Ad ogni postazione (dove consentito) potranno essere associate le coordinate GPS del punto indagato per consentire una più rapida ricostruzione del modello di distribuzione della contaminazione in 2 e 3D. 2) I vari LOG possono essere visualizzati su un laptop e da qui su un monitor di elevate dimensioni direttamente in campo per consentire una migliore interpretazione “in diretta” dei dati mano a mano che vengono rilevati dal sistema MIP. 3) La stampa dei LOG in questo caso avviene direttamente alla fine di ogni LOG MIP. 4) La punta è molto più robusta “rugged” delle precedenti consentendo anche una maggiore riparabilità in campo così riducendo i tempi di possibile fermo cantiere. 5) La temperaturà della membrana è stata aumentata per poter essere mantenuta alta il più a lungo possibile anche in acqua consentendo una maggiore sensibilità in falda. DESCRIZIONE ATTIVITA’: La Punta MIP è Costituita da un corpo principale in acciaio dotato di una particolare membrana riscaldabile (fino a 120°) che attraverso una batteria di aste viene infissa nel terreno fino alla profondità prefissata. Si tratta di una membrana metallica idrofobica che consente il passaggio dei VOCs (Volatile Organic Compounds), trattenendo l’acqua eventualmente presente nel terreno.

Durante l’avanzamento la membrana entra in contatto con i contaminanti presenti nel terreno ed attraverso un processo di diffusione ne consente il passaggio in una piccola camera interna da dove, attraverso la linea dei gas contaminanti, vengono condotti in superficie sospinti da un carrier  gas  (gas inerte di trasporto, nel caso specifico azoto N2) fino al sistema di rilevamento costituito da un  Gascromatografo da campo dotato di tre detector.

Figura 1: sezione interna della Punta MIP

Sezione interna della Punta MIP

Strumentazione Utilizzata

Il sistema risulta composto da tre STRUMENTAZIONI Fondamentali:

  • Un regolatore di pressione
  • Rilevatore da Campo dei gas totali costituito da un gascromatografo
  • Un computer da campo per l’acquisizione e la visualizzazione dei dati

Ora vediamoli meglio in dettaglio:

Gas Pressure Controller Costituisce il sistema di controllo della linea dei gas attraverso una serie di manometri dai quali è  possibile regolare e mantenere sotto controllo la pressione e quindi la portata della linea che deve essere compresa tra i 40 e i 60 ml / min (come indicato nella ASTM D7352-07 di riferimento).

Controlli preliminare della sulla punta MIP

Controlli preliminare inerenti l'utilizzo della punta MIP

Gascromatografo da campo Questo rilevatore riceve il campione direttamente dalla linea alla colonna cromatografica e lo suddivide per ogni detector  che a seconda della propria sensibilità alle singole famiglie di composti permette una loro discriminazione.

Vengono di seguito descritti i singoli Detector on-board:

FID (Flame Ionization Detector) Utilizza una Fiamma che sfrutta l’idrogeno per bruciare i composti e ionizzarli. Risulta quindi un detector distruttivo e  riceve il gas dal PID. Questo detector consente l’identificazione di composti molecolari aventi legami carbonio-idrogeno (C-H), ma fornisce scarse informazioni relativamente ai composti come ad esempio H2S (Idrogeno Solforato), CCl4 o NH3(Ammoniaca). Per sua natura intrinseca è da preferirsi per l’analisi degli idrocarburi e inoltre risente meno (rispetto agli altri due detector)  dell’umidità e dello sporco eventualmente presenti sulla linea del gas.

Schema di funzionamento del detector FID (Flame Ionization Detector)

Schema di funzionamento del detector FID (Flame Ionization Detector)

PID (Photo Ionization Detector) Il PID identifica tutte quelle molecole che hanno potenziale di ionizzazione inferiore a 10,6 eV, compresi gli idrocarburi aromatici e quelli con doppio legame carbonio. A differenza del FID che distrugge il campione bruciandolo, questo detector viene definito non distruttivo perché una volta condotta l’analisi si può inviare il campione ad un altro detector per ulteriori analisi. Ottimo per l’identificazione dei VOCS (BTEX) fino a due atomi di cloro.

Schema di funzionamento del detector PID (Photo Ionization Detector)

Schema di funzionamento del detector PID (Photo Ionization Detector)

DELCD (Dry Electrolytic Conductivity Detector) Questo detector usa l’elevata temperatura  (fino a 1000 ° C) per separare le molecole dei clorurati. Il diossido clorurato reagisce con un elettrodo misurando la conducibilità del gas nella cella. La cella genererà un segnale elettrico (espresso in  v) che verrà inviato ad un amplificatore e registrato dal datalogger del sistema MIP. Il DELCD è un detector cosiddetto “distruttivo” perché  distrugge il campione ed è utilizzato principalmente per la determinazione dei composti organo clorurati quali tricloroetilene (TCE) e Tetracloroetilene o Percloroetilene (PCE).

Schema di funzionamento del detector DELCD (Dry Electrolytic Conductivity Detector)

Schema di funzionamento del detector DELCD (Dry Electrolytic Conductivity Detector)

Calibrazione e controllo qualità (QA / QC)

La qualità della misurazione è garantita dall’esecuzione di un test chiamato “Response Test” che viene condotto attraverso l’utilizzo di Standard Certificati al fine di verificare l’ integrità e la risposta del sistema. Questo test viene condotto utilizzando uno Standard Certificato del composto da ricercare (ved. cert. Allegato) di concentrazione nota opportunamente diluito per ottenere i gradini di concentrazione predefiniti. Visto che il sistema opera  in condizioni confinate, nel nostro caso le variabili in campo sono notevoli (temperatura, umidità, tipologia di terreno etc…) quindi non risulta possibile definire una sensibilità assoluta del sistema. Vengono di seguito segnalati i limiti di rilevabilità puramente indicativi, forniti dal produttore.

 

Contaminante

Sensibilità

Acque

Terreni

PID

BTEX

1 ppm – 250 ppb

1000 – 250 g / l

1 mg / kg

FID

Metano, Butano

N / A

N / A

N / A

DELCD

Clorurati (TCE, PCE)

1 ppm – 250 ppb

1000 – 250 g / l

1 mg / kg

Tabella 1: Sensibilità del rivelatore MIP

Da questo tipo di test il Tecnico MIP ottiene due parametri molto importanti per la conduzione dell’indagine: il “Trip Time” (tempo che il gas impiega per risalire dal punto di prelievo ai detector) e la sensibilità dello strumento dedotta dall’intensità del segnale espressa in microvolt.

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